Page 15 - OFFICIAL AS ROMA MATCH PROGRAM
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  Paolo Giovannelli
Siamo in una Roma che anco- ra deve diventare la grande Ro- ma di Liedholm. È la Roma che gioca con la maglia a “ghiaccio- lo”. C’è già Roberto Pruzzo che timbra il cartellino dopo 60 mi- nuti. Un quarto d’ora e pareg- gia d’Amico.
Ma quasi nessuno se li ricorda questi due gol. Perché al minuto 85 una respintaccia laziale fa ar- rivare la palla al limite. Dove ap- pare la maglia numero 8 di Paolo Giovannelli. Il destro è imparabi- le e la corsa sotto la Sud un enor- me abbraccio con quelli che so- no stati i suoi tifosi per 6 anni fino al 1983.
A fine carriera Paolo è tornato nella sua Cecina dove ha aperto uno stabilimento balneare. Una vita tranquilla, ma quella partita non la dimentica nessuno. Quel- lo è e resterà per sempre il der- by di Paolo Giovannelli.
Federico Balzaretti
Paolo Giovannelli
matchprogram Antonio Di Carlo
È il 1984 e si gioca una Coppa Ita- lia con la strana formula del giro- ne eliminatorio composto da sei squadre. Cinque partite secche. L’ultima è proprio il derby. Gli in- croci permetterebbero ad en- trambe di passare. Anche con la vittoria della Roma per 1-0. Che è poi il risultato che sta maturan- do in campo per un gol su rigo- re di Iorio. Poi però sulla trequar- ti arriva un pallone per Antonio Di Carlo, 22 anni da poco compiuti. Guarda a destra e a sinistra, ma il passaggio giusto non c’è e così alza la testa e boom: è 2-0.
Marco Cassetti
Ma è negli ultimi anni che il club degli eroi che non ti aspetti diven- ta più folto.
A riaprire le porte della gloria ci pensa Marco Cassetti da Brescia che il 6 dicembre 2009, al minu- to 79 del match, lascia la dife-
Giovanni Piacentinii
Yanga-Mbiwa
sa e va, va, va, fino a che non gli arriva la palla. Perché ha deciso di fare quell’incursione? Perché sceglie di tirare al volo? Come fa a metterla fino all’angolino? Che importa? Basta che è entrata. E le sue mani sul volto come a dire “Mamma mia che ho fatto” spie- gano anche il suo infinito stupo- re. È il gol che gli cambia la vita, almeno quella sportiva.
Federico Balzaretti
A settembre 2013, la Roma vince 2-0 ma il secondo gol di Ljajic lo ri- cordano in pochi. Quello è il derby di Federico Balzaretti. La rabbia e la gioia, tutto in una manciata di secondi. Perché prima c’è un pa- lo che sembra volergli togliere la soddisfazione più grande. Le ma- ni nei capelli. Però la Roma resta in avanti e lui resta in quello spic- chio di campo tra l’area piccola e la gloria. Eccola la palla che tor- na, stavolta non c’è niente a fer- marla. Gol. La corsa sotto la Cur- va, le lacrime...da brividi.
Mapou
25 maggio 2015, c’è un ragazzo- ne che è al suo primo anno alla Roma. Non ha mai segnato, non è il suo compito, lui i gol li deve evitare. Poi però il destino deci- de che la storia deve cambiare. Che il derby non deve finire pari. Una punizione come tante, Ma- pou vola in cielo, la palla va all’an- golino, è secondo posto, è Cham- pions diretta, è il suo derby. È per sempre.
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  AS ROMA V SS LAZIO
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